“Montagna Pistoiese: A Cutigliano Tutto Pronto per la Rievocazione del Processo Storico del 1559”

Nell’ambito della manifestazione “Cutigliano tra Medioevo e Rinascimento” in programma oggi 20 e domani 21 luglio, e nell’ottica di proporre eventi culturali di qualità, domani domenica 21 luglio, nella suggestiva piazza antistante il Palazzo dei Capitani sarà rievocato un processo storico realmente celebrato a Cutigliano nel 1559 grazie all’impegno delle pro Loco di Cutigliano e di Serravalle Pistoiese, rispettivamente rappresentate dai presidenti Gustavo Reggianini e Mauro Querci.

Il caso di quest’anno è tratto dalle carte giudiziarie del Capitano della Montagna di nomina fiorentina, il magnifico homo Giannozzo di Andrea Tedaldi, impersonato per la circostanza dal Dott. Antonio Lo Conte, autore della trascrizione degli atti originali custoditi presso l’Archivio di Stato di Pistoia e del libero adattamento del testo della rappresentazione.

Divertente e curioso l’argomento che verte su una lite, avvenuta quasi cinque secoli fa, in una rinomata “Osteria di pesce”, che non si trovava in una località di mare, ma in piena Montagna Pistoiese, a Cutigliano.

Motivo del contendere al termine di una cena, ovviamente a base di pesce “freschissimo” il conto, per così dire, un po’ troppo “salato” di un “Carlino”, una specifica moneta coniata a Firenze una cinquantina di anni prima per mettere ordine al pagamento della Gabella su ogni barile di vino (di 45 litri circa) in entrata in città, del valore approssimativo di 13 soldi et 4 denari, ossia  160 denari.

Moneta presto ribattezzata dal popolino “Barile”, “Gabellone” o “Battezzone”, in quest’ultimo caso perché  da un lato riportava il giglio fiorentino e dall’altro San Giovanni Battista in piedi nell’atto di battezzare Gesù Cristo.

Durante il dibattimento, in cui senza esclusione di colpi, si affronteranno querelante (Marisa Gerini), querelati (Simone Antonetti e Mauro Querci) e testimoni (Chiara Innocenti  ed Elena Saielli) nonché, per l’accusa e la difesa, rispettivamente l’avvocato Pistoiese Fausto Malucchi e il giovane praticante dottore in giurisprudenza Ergi Domi, emergeranno però alcuni retroscena non precedentemente noti derivati da nascoste rivalità in amore per la contesa di una giovine femina da marito (Betta Bottaini).

Il tutto tra occhiute e insonni vicine di casa, cameriere senza marito a troppi anni, presunti incontri galanti notturni, severe reprimende di un integerrimo frate (Fabio Schiavetta) e il furore di una inviperita moglie (l’avvocatessa Elena Baldi) e di suo cognato (Marco Cesari) e tra i ripetuti decisi interventi di ripristino dell’ordine pubblico del capitano delle guardie Cosimo Turrini, tesi a sedare gli animi dei processati e dell’acceso tifo del pubblico per l’una o l’altra parte in causa.

Come da tradizione le funzioni di notaio e cancelliere d’udienza saranno svolte dal sindaco di Cutigliano, l’Avv. Diego Petrucci, sagace e acuto indagatore nelle varie fasi dell’istruttoria dibattimentale.

Al termine sarà letta la sentenza, la stessa emessa su questo caso dal capitano Giannozzo Tedaldi al termine di questo bel processo del 1559.

L’originalità e la bellezza di questo genere di rievocazioni storiche processuali, quindi concrete, sono sicuramente date dalla riscoperta di frammenti di vita quotidiana reale delle persone comuni, umili e semplici, vissuta quasi anonimamente nelle piccole realtà rurali della Montagna Pistoiese e che mai si sarebbero nemmeno lontanamente immaginate di costituire, quasi cinquecento anni dopo, oggetto di attenzione da parte di chicchessia.

In caso di maltempo l’evento si volgerà all’interno del Palazzo.

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Fonte Notizia Organizzazione

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