“Pillole di Legge con l’Avvocato Federica Canigiani: Il Bullismo è Reato?”

Durante i corsi di formazione che ho tenuto in alcune scuole di Pistoia la domanda più frequente è stata: il bullismo è reato?

La risposta è no.

Molte condotte poste in essere in ambito scolastico e produttive di danno vengono ricondotte nel fenomeno del bullismo ma il più delle volte non hanno rilevanza penale; altre condotte invece possono integrare veri e propri reati.

Nel nostro ordinamento giuridico, così come nel resto di Europa, non esiste una fattispecie tipica di reato prevista dal codice penale riconducibile al bullismo anche se le condotte poste in essere dagli studenti possono integrare dei veri e propri reati.

I giudici quindi riconducono i vari comportamenti di bullismo a fattispecie di reato tipizzate dai vari ordinamenti.

Ma quali sono le norme giuridiche violate dai bulli?

Il bullo viola in primo luogo la nostra Carta Costituzionale in particolare gli articoli:

– art. 2: principio che garantisce i diritti inviolabili dell’uomo in particolare il valore della dignità umana;

– art. 3: principio di uguaglianza in quanto gli atti di bullismo e cyberbullismo si configurano sempre più come l’espressione della scarsa tolleranza e della non accettazione di chi è diverso per etnia, religione, caratteristiche psicofisiche, per orientamento sessuale ecc…

Il bullismo viola inoltre sia il diritto penale che quello civile e può dar luogo a due processi l’uno penale e l’altro civile che possono essere unificati soltanto se l’autore dell’illecito è maggiorenne.

QUALI SONO I REATI CHE PUO’ COMMETTERE IL BULLO?

Sono molteplici a seconda di come si esprime il comportamento dell’autore.

Occorre distinguere tra:

REATI PROCEDIBILI A QUERELA: significa che lo Stato si attiva per cercare il colpevole e punirlo solo se c’è querela della persona offesa cioè un atto attraverso il quale la vittima del reato ha espressamente manifestato la volontà di ottenere la punizione di chi ha commesso il reato denunciato.

A questo proposito occorre precisare che l’art. 120 c.p. ha stabilito che per i minori dei 14 anni il diritto di querela è esercitato dal genitore mentre gli ultraquattordicenni possono presentare querela e, in loro vece, possono presentarla anche i genitori o il tutore nonostante ogni contraria dichiarazione di volontà espressa o tacita del minore.

Il legislatore quindi ha voluto riconoscere in capo al genitore o tutore un autonomo e distinto diritto di querela anche nel caso in cui il minore sia di avviso contrario.

In questa categoria possono rientrare, a titolo esemplificativo, i reati di: percosse, lesioni lievissime e lievi, diffamazione, minaccia, stalking, furto, interferenze illecite nella vita privata ecc.

REATI PROCEDIBILI D’UFFICIO: significa che lo Stato procede nei confronti del responsabile a prescindere dalla volontà della persona offesa cioè anche se quest’ultima non sporge querela o se addirittura non vuole che il colpevole sia processato.

Alcuni esempi di reati procedibili d’ufficio che può commettere il bullo sono: le lesioni gravi o gravissime, la rissa, minaccia aggravata, minaccia a pubblico ufficiale,
estorsione, danneggiamento aggravato ecc.

Pillole di Legge è una Rubrica gestita dall’Avvocato del Foro di Pistoia Federica Canigiani.

Per ogni curiosità od approfondimenti sul tema contattatela alla seguente email: avvfedericacanigiani@gmail.com

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