“Furio Morucci..Una Mia Umile Riflessione sul fine vita”

Certamente Parlare di eutanasia o tradurla in “dolce morte” non è certo semplice e tradurla in testo di legge, soprattutto comprensibile e condivisibile da parte di tutti, è ancora più difficile.

La nostra società viaggia molto spesso, e purtroppo, a livelli personali e senza indotti che portino a riflessioni logiche e discussioni risolutive ed a favore di tutti.

Stando dalla parte di chi vuol decidere che cosa farne della propria vita, chiedo a chi è contrario: quale alternativa viene proposta per convincere chi vuol “morire dolcemente” a non lasciare la vita terrena?..Facile dire no, non si può decidere se morire, facile dire di attendere una legge che non c’è, facile dire di ascoltare le volontà della chiesa, facile quindi “pararsi” e “lasciar cadere” la questione ricorrendo a “tempi futuri” ma come si evince “lontani”.

Per capirsi; se legge non esiste, che esista umanità verso la volontà di chi soffre e coscientemente chiede di alleviare la propria sofferenza.

Ieri con l’amico Fabo abbiamo avuto la dimostrazione di un “caso estremo”…per il semplice fatto che non esiste la regolamentazione di legge sulla questione, e ci sono tuttora molte volontà popolari e soprattutto online, come vediamo, per far sì che progetti fermi con le quattro frecce si traducano in legge, per poter consentire, in propria coscienza, della propria vita.

Quando potremo avere la possibilità di scegliere responsabilmente della nostra vita senza che altri lo facciano per noi, avremo un processo democratico stabilito, nel merito, fra le regole e le persone, con una volontà dichiarata, sul non accanimento terapeutico in caso di grave ed irrecuperabile malattia.

Elevarsi socialmente significa anche accettare la condizione e riuscire a far accettare la condizione, basandosi sul caso singolo e sull’evidenza del fatto, tralasciando tutto il resto; cioè, se non vi è coscientemente alcuna possibilità reale di vita, che sia l’uomo a decidere.

L’umanità nel capire la condizione dovrebbe essere sufficientemente utile a “scavalcare il muro” della incomprensione, e dovrebbe far si di poter aiutare chi ha bisogno, a “risolvere” la propria condizione.

Certamente non è facile, però dobbiamo usare il libero arbitrio ed il cuore, senza inutili ostacoli legali, e senza che chi ha la necessità di ricorrere a tale soluzione debba essere costretto ad “emigrare” dove già vi è la possibilità di “addormentarsi” umanamente e legalmente.

Un invito, tutti assieme, ad effettuare una riflessione, facendo presente che nessuno è eterno, che le condizioni personali cambiano in ogni istante, e troppe volte se non “tocca a noi” non si intende di ciò che si parla.

Abbandonare la vita terrena non è facile…vivere però la vita terrena “costretti da altri” ed in una condizione tale da vedere uccisa la propria dignità, è ancora più difficile.

Proviamo ad avere buonsenso, responsabilmente, civilmente, liberamente.

Furio Morucci.

In Foto (Ansa Centimetri) la Condizione dell’Eutanasia in Europa

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