“Palla al Centro”

È l’Italia che va con le sue macchinine vrum vrum…lo diceva Rosalino Cellamare in arte Ron, negli anni ’80.

È un’ Italia che stenta ed ostenta, lo dicono i numeri adesso, lo dice la gente per strada, che confusa, si chiede cosa potrebbe accadere nei prossimi sei mesi.

Si chiede cosa accadrà alla nostra costituzione, si chiede cosa faranno i nostri figli, si chiede che fine hanno fatto le trivelle dell’ultimo referendum, ma si felicita del fatto che esiste ancora un cuore…e lo si è visto nella prima partita della nostra nazionale, agli europei.

I nostri “Ragazzi Italiani” hanno ostentato tutta quella sicurezza, cuore, e “follia positiva”, che mancano al nostro bel paese.

La nostra società però rappresenta un cuore malato che di sportivo non ha niente, ci basiamo su numeri accomodati a piacimento, e rincorriamo un individualismo sfrenato che non può che far soccombere ogni squadra di calcio, anche la più brava.

Le nostre classi politiche, dirigenziali, sindacali, dovrebbero prendere spunto dai nostri amici calciatori..che seppur per poco, ci hanno fatto sentire italiani…fieri, coraggiosi, sfacciati, vincenti.

Si dice…in fondo basta poco per rendere felici le persone, in fondo basta poco per tornare ad avere fiducia della nostra Italia…bene, io sono felice.

Sono felice per il risultato della partita, sono felice perché hanno giocato “degli uomini”, sono felice perché si inizia sempre da qualcosa…voglio credere a questo punto che si possa “ri-iniziare” da una partita di calcio.

Chiamatemi pure illuso…anzi vi suggerisco…chiamatemi sognatore, perché con i miei limiti, io ancora credo nella nostra splendida terra a favore di tutti.

Palla al centro…ripartiamo!

Furio Morucci

palla al centro

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