Furio Morucci…”Perchè Sanremo è Sanremo”

Terminato il Festival canoro, spente le luci del teatro, si chiude un
altro capitolo socio culturale  del nostro stivale; o meglio, si
continuano le critiche rivolte alla nostra società.

Le canzoni in gara hanno dato la giusta misura dei messaggi espressi
da autori, interpreti, cantautori, e gruppi “autonomi”, dove in ogni
nota si condividevano a tempo di musica gli accadimenti
sociali…scusate, politici…della nostra società.

Niente può essere risolto con un “Amen” dice il vincitore dei giovani
Gabbani, ed “Un giorno mi dirai” replicano i vincitori assoluti del
Festival, gli Stadio, dedicando ad una figlia, un brano che mette a
confronto la visione dell’uomo, del padre e la fragilità di un rapporto,
raccontata come fosse la vita vista allo specchio.

Tutto ruota attorno alle unioni civili ed i diritti delle coppie di
fatto, ai migranti che arrivano dal mare con una donna ed il figlio
che cadono nel Blu, racconta Irene Fornaciari…tutto il nostro
costume sociale, Renzi compreso, calca le tavole del Teatro Ariston
ricordato dal “comico” Panariello.

Tutto realizza e traduce ciò che siamo e viviamo; il Festival della
canzone italiana racconta il nostro stivale, le nostre paure, i nostri
finti perbenismi…in quanto anche se “Negra”, ti vado bene anche così
quando sono nuda, canta la giovane interprete di colore Cecile in gara
fra i giovani, rimanendo al festival per 4 minuti rea confessa di aver raccontato un
nostro “vizio italiano”…appunto il finto perbenismo.

In 5 giorni di kermesse si è cucito e scucito il nostro tessuto
sociale, e verrebbe da dire…adesso la parola al Parlamento…che se
guardiamo bene non sarebbe tanto sbagliato, in quanto il risultato del
Festival è il risultato dell’attenzione che il popolo italiano rivolge
alla politica…anche se non sembra, molta.

Il compito di tutti noi da adesso è quello di far scrivere agli autori
o scrivere noi stessi belle canzoni per il prossimo festival, e per
far questo dobbiamo aiutare i nostri politici a far meglio e
migliorare la nostra società…lo dobbiamo alla “canzonetta italiana”…
Perché Sanremo è Sanremo.

Furio Morucci.

spotsanremo

 

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